da "Passeggiate in Etruria" - Roma 1990

due brani di Alessandro Amendola

Sette alberi di pesco

Sette alberi di pesco, ai margini di un viottolo di campagna, si rivolsero a un vecchio pioppo. Erano giovani, audaci e impazienti, da troppi pochi anni tornati in questo universo sotto forma di alberi. In infinite vite passate, in altri spazi e in altre ere erano stati scorridori feroci e insaziabili. Ora non vedevano l'ora di spiccare nuovamente il volo.
- Ascolta, vecchio - disse uno di loro - Quanto dovremo ancora restare da queste parti a fare fiori e frutti che neanche sono per noi?
- Non mi sono mai posto questo problema, caro il mio piccolo pesco.
- Non hai dunque neppure un ricordo delle tue precedenti esistenze? 0 erano tutte talmente noiose da farti preferire questa?
- Potrei non volerli, i miei ricordi. Non essere indiscreto.
- Sono impaziente, io - insisté il giovane pesco - Ho voglia di tornare a volare e a combattere.
- Allora augurati solo che un fulmine ti riduca in cenere, o che il sole e il vento caldo ti secchino.
- Magari ! Qui non accade nulla, e l'attesa mi snerva. Ma dopo è sicuro che ritornerò a vivere nelle stesse formi di prima?
- Dipende - concluse il vecchio pioppo - io, molto tempo fa, ero un giovane pesco e ragionavo come te, perchè come te avevo agito in precedenza. Ora ho molta più pazienza, so aspettare. Certo, qui non ci possiamo sgranchire le gambe o liberare le ali... Cosa vuoi farci? È un passaggio momentaneo, nella scala del tempo, come un breve momento immobile - e noi questo siamo -fissato dal pittore sulla tela.
- Un quadro?
- Esattamente,
un quadro.

 

Le Montagne Blù

Laggiù le montagne hanno un colore insolito, pensò il pittore. Ma dipingere le Montagne Blù non era cosa da poco; ci voleva una certa responsabilità a inventarle così.
Eppure esistono davvero. Blù come i sogni e i pensieri più strani, confini di un giorno irreale. Un canto ermetico si sprigiona da loro, e come Sirene di terra chiamano a loro quelli che si avvicinano. In giorni caldi e dall'aria ferma potresti credere che si tratta di antichi porti per astronavi.