"Dallo
spazio quasi rappreso degli interni con figure (giocatori, uomini al bar,
suonatori) protagonisti dei primi quadri dell'artista con accenti più
marcatamente espressionistici e toni scuri ...il colore dei nuovi lavori
sembra liberarsi, aprendosi con pennellate larghe e ariose ad illimitate
possibilità espressive. I paesaggi aperti, le marine, la campagna
lungo il fiume, ma anche gli scorci urbani - armoniche fusioni di frammenti
di città viste, pensate o anche solo sognate - consentono la libera
espansione del colore, favoriscono una dimensione emotiva ed individuale.
Per Paolini dipingere è prima di tutto un fatto istintivo, immediato,
collegato alla sfera emozionale, ma anche alla prassi del fare artistico.
La pittura è per lui "fare", combinare insieme colori
che si espandono liberamente sulla tela, inseguendo frammenti di immagini
mentali, sensazioni che affiorano dalla memoria. Dagli accordi cromatici,
dalle diverse possibilità di rapporti tonali dipendono il succedersi
e il dissolversi delle immagini e viceversa, in un fluire continuo che
determina l’esito finale del lavoro."
(Nicoletta Cardano) |